Arcipelago Italia

Arcipelago Italia

16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia


Arcipelago Italia è un manifesto che indica possibili strade da percorrere per il rilancio dei territori interni, per dare nuovamente valore e importanza all’architettura e perché il lavoro degli architetti torni ad avere un ruolo di responsabilità sociale

Mario Cucinella


Il Padiglione Italia alla 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia curato da Mario Cucinella nel 2018, non è stato solo un’esposizione di opere, progetti e buone pratiche ma un’opportunità per il Paese. Una riflessione di respiro internazionale utile alle comunità.



Arcipelago Italia ha messo sotto la lente di ingrandimento l’architettura come decisivo strumento di rilancio dei territori interni, presentando al contempo un viaggio e una ricerca applicata per trasformare l’analisi in proposte concrete.

Un itinerario di un centinaio di tappe, scandito da piccole architetture di qualità realizzate negli ultimi anni e frutto di una call promossa dal curatore, in dialogo con esempi tratti dalla storia, nella relazione tra architettura e paesaggio, ha caratterizzato la prima tesa. 5 progetti sperimentali studiati per cinque aree strategiche per il rilancio dei territori interni del Paese hanno caratterizzato la seconda tesa.



Itinerario


Partendo dalle Alpi Occidentali, con Il Borgo Telematico di Colletta di Castelbianco di Giancarlo De Carlo, l’itinerario ha attraversato l’arco Alpino, la dorsale appenninica giungendo poi in Sardegna. Una lettura dell’architettura contemporanea alternativa alle città metropolitane.

Il viaggio è stato lo strumento scelto per portare il Padiglione Italia sui territori, andando a ricercare gli esempi di architettura contemporanea virtuosi, empatici e misurati, emersi mediante l’indagine conoscitiva svoltasi nei mesi precedenti la Biennale.



Cinque progetti sperimentali
per il Paese






• Off Cells. Un luogo del lavoro per le Foreste Casentinesi

• Un dittico per Camerino. Connettere comunità e cultura nell’area del Cratere

• Laboratorio Basento. Due nodi curativi per la Collina materana

• Coltivare il futuro. Una piazza per la crescita del Belice

• La casa dei cittadini. Un luogo della cura per la Barbagia





Cinque proposte progettuali radicate nelle aree di Gibellina, Ottana, foreste Casentinesi, Matera e gli scali ferroviari di Ferrandina e Grassano in grado di riattivare le variegate comunità. Esito di un percorso progettuale a più voci, multidisciplinare e inclusivo, coordinato da Mario Cucinella e dal suo staff, condotto da sei studi di architettura emergenti in collaborazione con le università locali e diverse professionalità eccellenti nell’ambito dello studio dei luoghi, consulenti esperti in materia di architettura, partecipazione, cultura, arte, sanità, mobilità, paesaggio, sismica, formazione, produzione.

La scelta delle aree è stata l’occasione per far emergere i temi su cui cardine su cui è necessario lavorare: il ruolo dell’arte e del patrimonio culturale nelle città; ricostruzione e rapporto tra temporaneità e permanenza; nuovi spazi per la salute, mobilità e connessioni materiali e immateriali; il bosco e la filiera produttiva del legno.

La Valle del Belice, Gibellina

Coltivare il futuro. Una piazza per la crescita del Belice

Barbagia, Ottana

La casa dei cittadini. Un luogo della cura per la Barbagia


VIDEO

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