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ARPAE: il rapporto tra forma e performance

Testo a cura di Mario Cucinella

«L’edificio dell’ ARPAE di Ferrara esplora il rapporto tra forma e performance, rendendolo cosi il primo edificio pubblico ibrido in Italia. Realizzato per ospitare l’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia, si trova in un contesto climatico particolare, siamo alle porte di Ferrara dove il clima oscilla tra due estremi: caldo e umido in estate, freddo e umido in inverno. Solo nel periodo primaverile ci sono delle condizioni di equilibrio tra temperatura e umidità.

Dico questo perché la definizione di sostenibilità non è solo una questione estetica, ancora da risolvere tra l’altro, ma un rapporto di empatia con i luoghi, il clima e le persone. La copertura è composta da 112 camini che hanno una duplice funzione: distribuire e controllare la luce solare e migliorare la ventilazione naturale. I camini funzionano in maniera diversa in estate e in inverno. Nel periodo estivo, per l’effetto camino, l’aria calda viene espulsa nella parte alta, evitando la stratificazione del calore, mentre in inverno, funzionano come delle serre: accumulano calore solare che viene riemesso all’interno dell’edificio. Tutto questo senza costi e senza apporto tecnologico. È quest’idea che mi interessa esplorare: investire di più sull’analisi e le simulazioni che sulla sola tecnologia, creando un edificio che sia di fatto ibrido.

Questo rappresenta il vero cambiamento per un’architettura che si dirige verso un’era ecologica, e che fa delle grandi sfide ambientali dettate dall’emergenza climatica, delle opportunità per uno sviluppo innovativo. L’edificio è realizzato totalmente in legno e montato in sito. Si sviluppa intorno ad un patio interno che funziona anche da giardino climatico. Una costruzione in legno che ha imprigionato la CO2, controllo e ottimizzazione della luce naturale, della ventilazione naturale, uso parsimonioso della tecnologia, benessere, confort e qualità dello spazio, ecco gli ingredienti per la definizione di sostenibilità che è una nuova forma di bellezza visibile e invisibile».

Il progetto è risultato il vincitore nella gara internazionale per la progettazione di un nuovo complesso edilizio destinato a uffici e laboratori di ricerca ed esteso su un’area di 5.000 mq. Il cliente richiedeva un immobile da destinare ai propri uffici che rispondesse ai più alti standard di qualità architettonica e ambientale e fosse caratterizzato da un livello massimo di sostenibilità ambientale.

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