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Date il tempo alle città di vivere meglio

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Riproponiamo un articolo di Roberta Caffaratti​ del 29 novembre 2016

Progetta edifici sostenibili per migliorare la qualità della vita delle persone. Mario Cucinella spiega a Changes come l’architettura possa diventare racconto, cultura e ispirazione economica di una società.

​​​​​​​​​​​​​​​​​L’architettura sostenibile e le tematiche ambientali sono entrate a pieno diritto nell’agenda delle imprese, delle comunità locali ed internazionali. E le persone non possono più farne a meno. La parola “sostenibilità” e l’etichetta “architettura sostenibile” dilagano tra architetti e designer fondamentalmente per ragioni funzionali e formali. […] Stabilire i confini del costruire sostenibile aiuta a capire davvero cosa vuol dire progettare nel rispetto dell’ambiente con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita.
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«Le definizioni sono tante perché ormai sostenibilità è un termine abusato e usato in ogni occasione», ha detto Cucinella. «Ma per capire davvero cosa vuol dire architettura sostenibile bisogna prima di tutto distinguere tra realtà e ambizione, perché la sostenibilità non si vede, non è un fatto estetico, è un racconto. La narrazione per l’architetto deve essere al centro di ogni opera. Se progetto un edificio che riduce al 70% le emissioni di anidride carbonica nell’ambiente, non lo vede nessuno solo guardandolo, quello che conta è che questo edificio racconti di uno sforzo per salvare il nostro clima e per migliorare la qualità della vita delle persone che lo utilizzano».
Il miglioramento della qualità della vita è il perno attorno al quale ruota il costruire sostenibile. Per questa ragione l’architettura green non può essere un vestito solo formale, ma è un vero e proprio cambio culturale che istituzioni pubbliche e imprese hanno cominciato a fare. Per questo, più dell’ambizione delle archistar conta il coraggio della leadership economica di investire in progetti di questo tipo con un’ottica di lungo periodo. Il coraggio di dare il via a quella che Cucinella definisce “empatia creativa” che consente a chi costruisce di entrare in sintonia con l’ambiente e il luogo e di comprenderli fino in fondo, contenendo così il rischio di proporre opere troppo stravaganti. Milano è un esempio in Italia quanto a coraggio architettonico.

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Edifici sostenibili: il processo è culturale e sociale

Il tempo è, insieme con il racconto, l’altra variabile che definisce il progettare sostenibile. «Un cambio culturale non lo si attua solo con un palazzo sostenibile, lo fai solo se credi che questa sia la strada giusta per migliorare una città, la sua economia e il vivere civile», ha detto Cucinella.
In Italia, per ora, solo Milano ha mostrato di aver creduto fino in fondo a questa trasformazione e sta cominciando ora a raccogliere i frutti delle scelte fatte. I processi sociali ed economici nell’affermazione della “nuova” scuola architettonica, dunque, contano tanto quanto gli investimenti e l’innovazione nel prodotto edilizio. In merito a prodotti edilizi innovativi l’Italia ha saputo fare passi avanti importanti ed è oggi in grado di competere a livello globale, mentre nel settore delle imprese di costruzioni occorre ancora fare quel salto di qualità verso l’innovazione. «Il comparto della ceramica, per esempio, ha compiuto un passo avanti culturale significativo verso l’ambiente e grazie al riciclo dei materiali ha raggiunto livelli di efficienza e competitività» ha detto Cucinella. «E sono tante le start up italiane che producono componenti edili sostenibili di grande valore e che sono diventate un punto di riferimento mondiale». Materiali, energia e sicurezza sismica sono elementi che formano la sostenibilità che, secondo Cucinella, può essere trasformata anche in fattore economico a favore della qualità della vita delle persone. «Ogni anno in Italia si spendono 9,5 miliardi di euro di manutenzione straordinaria degli edifici più 3 miliardi di manutenzione ordinaria – secondo l’ ANACI –  Se solo il 10% di questa cifra fosse stanziato per la sicurezza, cominceremmo ad eliminare la parola fatalità dal nostro vocabolario quando ci sono eventi sismici, per esempio», ha sottolineato Cucinella […]. Le persone al centro dell’architettura sono un altro atto dell’empatia di Cucinella che guarda alle nuove generazioni con speranza e con un sogno: «Vorrei costruire scuole che raccontino la sostenibilità, perché l’ambiente è un tema con cui devono fare i conti soprattutto i nostri figli, e abbiamo già perso tanto tempo». È ora di darsi da fare.​

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