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Festival della Mente 2018: l’architettura come azione politica e strumento di rilancio dei territori

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La quindicesima edizione del Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e alla nascita delle idee, si svolge a Sarzana dal 31 agosto al 2 settembre. 39 gli incontri per esplorare, attraverso punti di vista molteplici, proposte originali e discipline diverse, il tema del 2018: il concetto di comunità.

Sabato 1 settembre, ore 17.00, presso Campus I.I.S. Parentucelli-Arzelà, Mario Cucinella terrà uno speech intitolato: “l’architettura come azione politica e strumento di rilancio dei territori”
Il futuro è una conseguenza del presente, delle nostre tradizioni e del DNA del nostro paese. Una buona architettura risponde alle esigenze del territorio e della sua memoria, quindi bisogna indagare, conoscere e dialogare con chi abita e ricorda. Scrive Mario Cucinella: «Abbiamo attraversato la penisola nella sua parte più intima alla scoperta di nuovi luoghi. Abbiamo conosciuto e dialogato con persone che non vogliono abbandonare realtà che sono il cuore di un’Italia che vuole essere viva. Soltanto così il lavoro degli architetti può tornare a un ruolo politico di responsabilità sociale».

«Il concetto di “comunità” da una parte ha l’ambizione di riuscire a cogliere quello che è lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, dall’altra può essere declinato in modi diversi, riflettendo così la multidisciplinarietà della manifestazione» spiega Benedetta Marietti, direttrice del festival. «Cosa significa nel mondo attuale la parola “comunità”? Se ne sente ancora il bisogno? E si riuscirà a mantenerne intatte le caratteristiche principali: solidarietà, appartenenza, rispetto e libertà? Attraverso la pluralità e l’eterogeneità delle voci di scienziati, umanisti, artisti, e una divulgazione leggera e appassionante, il Festival della Mente cercherà anche quest’anno di trasmettere l’emozione della condivisione del sapere e di fornirci gli strumenti per interpretare la realtà di oggi, sempre più sfuggente e contraddittoria».

 

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