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13/12/2018
A lezione con l'architetto Mario Cucinella
A lezione con l’architetto
17/12/2018

La riqualificazione paesaggistica della discarica che diventa una Fabbrica del futuro

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Il nuovo polo impiantistico di Scapigliato porterà la firma di Mario Cucinella: sostenibilità ambientale è la parola chiave.

Rea impianti e tecnologie (Rit) ha coinvolto lo studio Mario Cucinella Architects per garantire, si legge in una nota del Comune, “la massima valorizzazione funzionale e il minimo impatto territoriale” al progetto. La sostenibilità ambientale è infatti uno dei pilastri del nuovo percorso intrapreso da Rit, in linea con la filosofia dello studio Cucinella che la affronta da due punti di vista: “il primo di carattere tecnico e prestazionale, l’altro relativo ad un nuovo rapporto tra architettura e paesaggio che generi identità”.

Il progetto che trasformerà la discarica di Scapigliato nella “Fabbrica del futuro è un piano di sviluppo articolato in tre macro progetti, che coprono i prossimi 5 anni e prevedono un complesso di investimenti e finanziamenti di circa 50 milioni di euro.
Scapigliato è la discarica più grande della Toscana, dove ogni anno vengono smaltite 460mila tonnellate di rifiuti (circa il 20% urbani e il resto speciali non pericolosi) a fronte di una produzione toscana di circa 12mln di tonnellate annue (2,25mln di rifiuti urbani e quasi 10mln di rifiuti speciali). L’alta percentuale di rifiuti speciali ha un ruolo determinante sotto il profilo ambientale e per accrescere la competitività.
Per questo ormai da un anno si è scelto di trasformare progressivamente Scapigliato in un impianto di selezione, trasformazione, recupero e potenziale re-immissione sul mercato del rifiuto come nuovo prodotto, seguendo la filosofia dell’economia circolare. «Questo è il cuore del progetto “La fabbrica del futuro” – prosegue la nota del Comune -, che entro il 2021 renderà la discarica un grande impianto di trasformazione dei rifiuti in nuova materia ed energia, e si realizzerà mediante tre interventi: la costruzione del biodigestore a aerobico per il trattamento della forsu (Frazione organica dei rifiuti solidi urbani) per la produzione di biometano e compost, la produzione di compost di qualità dagli sfalci e potature raccolti sul territorio servito da Rea Spa e la nuova linea di selezione dei rifiuti urbani e speciali non pericolosi di derivazione industriale per recupero e valorizzazione della materia».

Per favorire lo sviluppo di attività agronomiche nella valle del Fine è previsto un incubatore rurale per la creazione di nuove imprese in grado di fruire delle opportunità create dall’impianto, quali la produzione di risorse energetiche (25.000.000 kw di energia elettrica), il calore, l’anidride carbonica, il cui insediamento sarà favorito dall’acquisto di terreni, di capannoni agricoli e delle case coloniche adiacenti l’impianto. Ci sarà anche un progetto di rete, sostenuto da un accordo tra istituzioni locali per progetti di valorizzazione dei prodotti agricoli. Infine, visto il carattere di esperienza pilota del progetto, sarà creato il Centro Toscano per l’economia circolare, un polo di innovazione basato su una piattaforma regionale per sviluppare ricerca, creare prototipi, prodotti e nuove imprese.

Per quanto riguarda la riqualificazione paesaggistica dell’attuale discarica, il masterplan prevede la realizzazione di aree verdi in cui un percorso pedonale a forma dalla forma circolare “segna” il paesaggio in modo delicato adagiandosi sulle colline toscane per diventare un landmark in grado di dare una nuova identità al sito. Il nuovo polo impiantistico di Scapigliato, così come progettato da MC A, si sviluppa dunque sul crinale della collina conformandosi in una serie di terrazzamenti delimitati da muri di contenimento ondulato e rivestiti in terra cruda che integrano l’intervento con le colline circostanti mentre il sistema verde pensile in copertura assicura una vista gradevole dai rilievi limitrofi.

Un intervento pensato «non come un intervento di schermatura o mimetismo ma, al contrario, come integrazione e dialogo tra il naturale e l’artificiale» sottolinea Mario Cucinella.

 

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