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Miracolo Etrusco a Milano

Miracolo Etrusco a Milano

Di Stefano Rejec

Porta Venezia come Villa Giulia? In onore del popolo più misterioso, Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro sta diventando una macchina del tempo con tanto di risalita dal regno delle ombre.

Il prossimo miracolo a Milano è annunciato per il 2020. Quando al numero 52 dell’elegante Corso Venezia aprirà il Museo di arte Etrusca. Per l’occasione sarà possibile riemergere da un ambiente ipogeo, citazione di quelli lasciati dall’antico popolo dell’Italia centrale, essere avvolti dall’architettura dell’800 della sede della collezione, con un piano nobile restaurato progetto degli anni 60 dell’architetto Filippo Perego. Una macchina del tempo, appunto prodigiosa, ma in realtà opera concretissima ideata, finalizzata e realizzata dalla Fondazione Luigi Rovati.
[…]
«Il museo ricavato a Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro» spiega Giovanna Forlanelli Rovati, vicepresidente della Fondazione «non sarà semplicemente il sito espositivo della nostra collezione, ma anche un centro di sperimentazione e di ricerca a disposizione degli studiosi dell’arte etrusca, che dialogherà con altre realtà archeologiche, per esempio con i musei di toscana e Lazio».

Spazio ce n’è: 3.500 mq per sette piani, due interrati che ospitano il museo vero e proprio […]. Al piano terra, l’ingresso con la caffetteria e il bookshop e, sopra, nell’ordine: l’ammezzato con gli uffici, il piano nobile dove oggetti d’arte etrusca saranno esposti accanto a pezzi d’arte contemporanea, un livello con sala conferenze, sala studio, laboratori e uno spazio per mostre temporanee e, all’ultimo piano, il ristorante. Il tutto energeticamente sostenibile.

Palpabile l’entusiasmo […] dei responsabili del progetto. «A un certo punto il palazzo era come sospeso. Rimosse le fondamenta, soltanto un marchingegno prestato dall’ingegneria sosteneva l’edificio» ammette ancora stupefatto Mario Cucinella, l’architetto del nascente Museo di Arte Etrusca. Che per il disegno si è ispirato alle tombe etrusche di Cerveteri. «Ma anche al museo sotterraneo del Tesoro della cattedrale di San Lorenzo, a Genova».
Giusto ospitare sottoterra i 300 pezzi esposti dalla collezione Rovati (che ne conta 4.000), omaggio a un popolo, gli Etruschi, che hanno sempre avuto un rapporto vivo con l’Aldilà, come dimostrano i preziosi reperto – vasi (buccheri e impasti), gioielli, sculture, cippi, urne, coppe previsti per la mostra permanente.

«Per questo, sotto tre cupole, abbiamo immaginato un percorso con effetti di luci e ombre» spiega Cucinella, metafora di una civiltà in sapiente equilibrio tra via terrena e non. «Vogliamo creare un’atmosfera sospesa, così anche i vasi sono retti a mezz’aria da steli quasi invisibili, e la stessa acustica contribuisce a trasformare la visita in un’esperienza emotiva conservando alcuni riverberi sonori, perché i visitatori sentano riecheggiare i propri passi o una voce che bisbiglia».
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Il Museo che verrà, sarà una tappa di un percorso culturale che comprende gli antistanti Planetario e Museo Civico di storia naturale e i vicini Padiglione di arte contemporanea e Galleria d’arte moderna. Un nuovo punto d’incontro in città grazie anche al giardino, indipendente dal museo e sempre oggetto di recupero.
[…] Marilena Baggio, la paesaggista responsabile dell’intervento ha in mente i pocket garden di New York, i giardini circondati dai grattacieli che impediscono agli abitanti di soffocare. […]

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