Al via la Biennale di Architettura di Pisa 2019

Pubblicato
20 Nov 2019

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Dal 21 novembre al 1° dicembre ricchissimo calendario degli eventi, lecture e dibattiti

Aprirà giovedì, 21 novembre, la Biennale di Pisa, rassegna di architettura di respiro internazionale che si propone come osservatorio delle dinamiche contemporanee di progetto.
Alfonso Femia, Direttore designato per questa terza edizione da LP Laboratorio Permanente per la Città, promotore della Biennale, ha proposto di mettere in evidenza la relazione tra acqua e tempo, gli effetti del cambiamento climatico sui territori, sia nelle situazioni di eccesso, sia in quelle di scarsità o assenza d’acqua e il ruolo che l’architettura ha il compito di assumere.

Straordinaria la risposta dei progettisti chiamati a raccolta, attraverso una Call to Action. Più di 130 professionisti, tra questi alcuni tra i nomi più rilevanti del panorama internazionale dell’architettura, hanno partecipato per dare la propria visione sul tema Tempodacqua.

Tra i tanti che hanno reagito alla Call gli architetti Mario Cucinella, Bjarke Ingels, Stefano Boeri, Junya Ishigami, Rudy Ricciotti, Michele De Lucchi, Alessandro Melis, curatore del Padiglione Italia all’edizione 2020 della Biennale di Architettura di Venezia, il designer Giulio Iacchetti, il paesaggista Andreas Kipar, Carlo Ratti, lo studio TamAssociati, lo studio Scape, il maestro Fabrizio Plessi, Didier Faustino, Vincent Parreira, Metrogramma, Maurizio Carta, Giovanni Multari, Michelangelo Pugliese.

Significativi anche i contributi delle università italiane e straniere, Politecnico di Milano e Torino, Università di Hong Kong e di Melbourne, La Sapienza di Roma, Università IUAV di Venezia.

Ricchissimo il calendario degli eventi, lecture e dibattiti che svolgeranno nei giorni della Biennale, agli Arsenali Repubblicani, dal 21 novembre al 1° dicembre prossimo.
La Biennale, per espressa volontà del Direttore, esprime una posizione aperta che evidenzia la volontà di porsi in una situazione di dibattito e di confronto, dove l’incontro di esperienze diverse forma l’humus per una riflessione collettiva, estesa e continua, una generazione di significati che dia avvio ad azioni concrete e metta al centro il ruolo dell’architettura nel ripensamento progettuale necessario e urgente per il cambiamento climatico.

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