Arcipelago Italia: l’architettura come strumento di rilancio del territorio

Pubblicato
25 May 2018

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Comunicato Stampa

Cinque progetti ibridi per la rinascita del Paese nel Padiglione Italia curato da Mario Cucinella

Venezia 25/05/2018 – “Arcipelago Italia è un manifesto che indica / possibili strade da percorrere per il rilancio dei territori interni, per dare nuovamente valore e importanza all’architettura e perché il lavoro degli architetti torni ad avere un ruolo di responsabilità sociale”. Così Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia introduce Arcipelago Italia, presentando le cinque proposte progettuali che mostrano come l’architettura possa offrire un’opportunità di rinascita al Paese, diventando strumento di discussione e ausilio anche per comunità e amministratori locali.

Cinque ambiziose visioni, radicate nei luoghi di appartenenza e in grado di riattivare le variegate comunità; esito del percorso progettuale a più voci, multidisciplinare e inclusivo, coordinato da Mario Cucinella e dal suo staff, condotto da sei studi di architettura emergenti in collaborazione con le università locali e diverse professionalità eccellenti nell’ambito dello studio dei luoghi, consulenti esperti in materia di architettura, partecipazione, cultura, arte, sanità, mobilità, paesaggio, sismica e formazione.

“Il Padiglione Italia 2018 – commenta Federica Galloni, Direttore Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del MiBACT e Commissario del Padiglione Italia – propone una nuova prospettiva per guardare il Paese, che ha radici nel passato, valorizza il presente, ma soprattutto progetta il futuro. Il lavoro del curatore Mario Cucinella, a / partire dai territori più lontani dalle aree metropolitane italiane, affronta questioni molto attuali: sostenibilità e ambiente, inclusione sociale e condivisione dei patrimoni immateriali, terremoti e memoria collettiva, lavoro e salute, rigenerazione e creatività contemporanea, temi propri della Direzione Generale”.

“Nella convinzione che l’architettura possa essere un decisivo strumento di rilancio dei territori interni, che debba tornare ad essere al centro della nostra cultura e del dibattito pubblico ed essere utilizzata come forma di rappresentazione anche dalla politica e dalle istituzioni per intraprendere scelte consapevoli sul futuro del Paese – spiega il curatore Mario Cucinella – ho individuato cinque aree strategiche e sei studi professionali. È stato costituito un collettivo di professionisti, che ha lavorato allo sviluppo di cinque progetti di edifici ibridi, supportato da un processo che ha visto momenti di coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza e degli stakeholder, con l’obiettivo di contribuire a risolvere i problemi generati dallo spopolamento e dalla carenza di servizi di quei territori”.

I cinque progetti sperimentali:

La scelta delle aree è già un’occasione per far emergere i temi su cui, secondo il curatore, è necessario lavorare: il Belice e Gibellina fanno da sfondo al dibattito sul ruolo dell’arte e del patrimonio culturale nelle città; Camerino offre lo spunto per parlare di ricostruzione e del rapporto tra temporaneità e permanenza; in Barbagia c’è bisogno di nuovi spazi per la cura e la salute; nella Valle del Basento e nella collina materana la mobilità e le connessioni materiali e immateriali sono motore di sviluppo; dalle Foreste Casentinesi parte il rilancio del bosco e della filiera produttiva del legno.

L’obiettivo del racconto di Arcipelago Italia è infatti anche quello di far conoscere meglio l’Italia, quella più invisibile e ferita, ma anche quella più ricca di potenzialità e di bellezza: la più estesa riserva di ossigeno del Paese, i luoghi dove sono nate le piccole e le grandi città, attraversate da secoli di storie, percorsi, popoli e architetture, i luoghi colpiti dal sisma, le persone e il modo in cui gestiscono gli spazi, la vivacità culturale e lo sforzo di molte comunità per restare nei propri paesi.

Attivare una politica di ascolto delle comunità è uno dei presupposti fondamentali per poter comunicare veramente un messaggio di rilancio: le persone, la loro conoscenza e la loro competenza sono la risorsa principale di un luogo. “In questi mesi abbiamo avviato politiche di confronto con le associazioni e con tutti gli attori del contesto, con l’obiettivo di avere un impatto positivo sul territorio – spiega il curatore – e arrivare a proposte progettuali innovative non previste e condivise”.
La sfida di sperimentazione che Mario Cucinella ha voluto lanciare al collettivo è quella dell’edificio ibrido. “Con Arcipelago Italia proponiamo di dare una forma estetica a nuovi spazi con architetture contemporanee che arricchiscano il valore del patrimonio ed il suo paesaggio, sulla base di una qualità – spiega il curatore – che si esprime come empatia con i contesti, senso della misura e fattibilità, in virtù della capacità di interpretare le opportunità future e rispondere ai bisogni delle comunità”.

La necessità di un approccio sperimentale risiede nelle dinamiche complesse che interessano i territori, reinterpretando nuove esigenze ancora inespresse di una società e di un contesto in evoluzione, affidandosi a una multidisciplinarità di competenze che accompagna la sensibilità dell’architetto.

Il compito affidato al collettivo è stato, infatti, quello di affrontare le cinque sfide progettuali in maniera sinergica. I sei studi di architettura coinvolti sono in parte legati ai territori, in parte sono stati individuati per il loro talento e la loro capacità e rappresentano una nuova generazione di professionisti. Insieme a loro ha lavorato un gruppo di consulenti ed esperti, un team di fotografi e le università locali, in modo da costruire un forte legame tra i saperi.

Il collettivo è composto da:

  • Progettisti: AM3 con Vincenzo Messina (architetto), BDR Bureau, diverserighestudio, Gravalos Di Monte Arquitectos, MoDus Architects, Solinas Serra Architetti.
  • Università: Università degli Studi della Basilicata – Prof. Chiara Rizzi, Università di Bologna – Prof. Andrea Boeri e Prof. Ernesto Antonini, Università di Cagliari – Prof. Giorgio Peghin, Università di Camerino – Prof. Maria Federica Ottone, Università di Palermo – Prof. Maurizio Carta.
  • Altri esperti: Giuseppe Zummo (artista), Emmanuele Curti (archeologo), Sardarch (collettivo di architettura e ricerca).
  • Comitato scientifico a supporto della ricerca: Massimo Alvisi, Antonella Agnoli, Michele Bondanelli, Andreas Kipar, Matteo Pedaso e Roberta Filippini (LAND), Matteo Marsilio (Domus Gaia), Federico Parolotto e Francesca Arcuri (MIC), Enzo Rizzato.
  • Ideazione e conduzione percorsi di progettazione partecipata: Ascolto Attivo srl, con Marianella Sclavi, Agnese Bertello e Stefania Lattuille.
  • Narrazione fotografica: Urban Reports.
  • Mario Cucinella e il suo staff.

I cinque progetti di ricerca insieme ai materiali che raccontano la storia, lo stato dell’arte e i possibili scenari futuri, sono esposti nella seconda Tesa dell’allestimento del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2018, a partire dal 26 maggio fino al 25 novembre 2018.

 

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