Città della Salute al via con 450 milioni. Cucinella: «Umanizzare l’ospedale»

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11 Feb 2020

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Di Marzio Bartoloni e Giorgio Santilli

Ufficializzata la volontà della Regione e dei commissari di andare avanti con il progetto dopo l’uscita di scena di Condotte

«Avevamo come vincolo della progettazione il concept dell’ospedale modello di Renzo Piano e Umberto Veronesi, umanizzare l’ospedale. Gli abbiamo tolto un po’ della rigidità che quell’impianto inevitabilmente aveva dopo dieci anni e abbiamo introdotto una serie di elementi creati con l’obiettivo di portare dentro la malattia e dentro il luogo di cura spazi di umanità, di natura, di urbanità, di lavoro. Abbiamo creato spazi ibridi, luoghi intermedi di incontro fra chi sta dentro l’ospedale e chi sta fuori, appartamenti aperti con salotti, terrazze e cucine pubbliche che consentissero l’incontro fra il malato e il visitatore. E abbiamo portato i luoghi di ricerca e di didattica proprio dentro l’ospedale, insieme ai laboratori e alle degenze. Portare la vita e l’umanità dentro la malattia, appunto, una malattia grave come quella oncologica. E nella vita c’è la piazza coperta dell’accettazione, c’è la macchina dell’ospedale con la sua piastra tecnologica, c’è la grande strada su cui affacciano i negozi, ci sono i bow-window che dalle stanze della degenza affacciano sui cinque giardini: gli orti terapeutici, il verde come metafora della guarigione». Mario Cucinella, architetto ormai al vertice del settore in Italia dopo gli esordi, 25 anni fa proprio nello studio di Piano, parla del suo progetto della Città della Salute a Sesto San Giovanni il giorno in cui viene ufficializzata la volontà della Regione e dei commissari di andare avanti con quel progetto, dopo quattro anni di blocco dell’operazione, con la firma dell’accordo per la realizzazione e gestione in concessione per 27 anni della struttura sulle ex aree Falck di Sesto San Giovanni

Il progetto Cucinella lo aveva presentato, nella gara originaria, in cordata con Condotte: uscita di scena l’impresa di costruzioni travolta dalla crisi finanziaria, si è deciso di salvare il progetto. Ora l’area ex Falck, tutta intorno, è passata di mano, ad Hines e Prelios, ma sul progetto della Città della Salute hanno confermato il loro impegno le due fondazioni, gli Irccs Besta e Istituto dei tumori. A disposizione ci saranno 450 milioni di euro, in gran parte in arrivo dalla Regione. Cucinella avrà dieci mesi per completare il progetto definitivo ed esecutivo. Nel frattempo arriveranno le manifestazioni di interesse delle aziende e si potrà partire con i lavori (3 anni) per arrivare se possibile al traguardo nel 2024. «Grazie a questa firma finalmente dopo tanto tempo perso si può partire con la progettazione. In un Paese normale l’ospedale ci sarebbe già, ma l’importante ora è che si proceda nel costruire quest’opera da 166mila metri quadri di superficie lorda che è la più importante di questo tipo in Europa».

Un progetto unico già dal suo ingresso: «Ci sarà una grande piazza coperta per l’accoglienza del pubblico e dei ricercatori. Una piazza che avrà anche attività commerciali e un auditorium». Da qui partirà una grande strada pubblica interna che attraversa i cinque padiglioni della degenza con circa 600 posti letto: «Un percorso nel segno dell’umanizzazione dell’ospedale: ci saranno negozi, bar ristoranti e il paziente o chi viene a visitarlo potrà vivere uno spazio urbano che significa normalità». L’altra grande innovazione sono gli spazi intermedi: «Prima di entrare nelle degenze saranno creati dei luoghi ibridi dove saranno attrezzate cucine, salotti, sale da pranzo pubblici dove il paziente potrà accogliere il suo visitatore. In questo modo il malato esce dalla degenza e si trova in uno spazio più familiare e domestico dove accogliere chi viene a trovarlo, visto che i ricoveri per questo tipo di patologie durano più di 3 giorni». Un grande ruolo lo avranno anche gli spazi verdi: «Oltre ad un parco pubblico ci saranno cinque giardini terapeutici per raccontare il rapporto tra uomo e natura, accanto alla macchina altamente tecnologica delle cure e della diagnostica. Del resto gli uomini si curano da sempre con le piante».

L’ospedale sarà su diversi livelli: logistica e merci due piani sotto terra, poi diagnostica e sale operatore «con la luce naturale che gli arriverà dai cortili», al piano terra attività ambulatoriali e di cure e poi dal primo piano le degenze. A fianco di quest’ultime laboratori e attività di ricerca, «per portare le innovazioni terapeutiche sul letto del paziente». Infine ci saranno «tutti gli accorgimenti conclude Cucinellaper avere le massime performance energetiche. Un ospedale non dorme mai e consuma tanta energia: oltre a un tetto verde ci sarà a un impianto fotovoltaico e uno di cogenerazione fatto apposta per questo sito»

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