Cucinella vince a Vienna: le mie torri vista Prater nel quartiere “auto free”

Pubblicato
13 Mar 2018

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Di Mariagrazia Barletta

Mario Cucinella racconta a «Edilizia e Territorio» il progetto Viertel Zwei vincitore del concorso internazionale superando 70 concorrenti

Due torri affiancate, ma molto diverse, concepite come una città verticale, dove il verde funziona da elemento unificatore. A collegarle provvede un podio di tre piani, dentro al quale lo spazio pubblico ha modo di articolarsi. È questa, in estrema sintesi, l’idea – gestita in Bim – che è valsa allo studio MC A –  Mario Cucinella Architects la vittoria al concorso internazionale bandito dall’investitore austriaco Ic Development, deciso a realizzare due torri nel distretto di Viertel Zwei, a Vienna. Si tratta di un green district in fase di espansione, bandito alle auto, che la Ic Development sta realizzando in un’area di grande pregio di circa 100mila metri quadrati, ad est del centro storico, stretta tra lo stadio, il campus della facoltà di Economia, con la sua biblioteca e learning centre firmati da Zaha Hadid, e il Prater, ossia il grande polmone verde della città.

La torre più bassa, alta 90 metri, ospiterà prevalentemente residenze. L’altra, che le sorge accanto, è di 120 metri, per sei piani sarà occupata da hotel e per i restanti accoglierà uffici. «L’idea di avere due torri uguali ci sembrava datata e quindi le abbiamo trattate come fossero stati due progetti separati», spiega Mario Cucinella. Le due torri sono molto diverse per forma e linguaggio. Con il suo progetto, lo studio MC A ha avuto la meglio su altri studi giunti al secondo grado del concorso dopo una selezione che ha coinvolto una settantina di team. In finale c’erano lo studio Fuksas, Ingenhoven architects, Delugan Meissl Associated Architects con StudioVlayStreeruwitz, 3XN con Gerner° Gerner plus, Zechner & Zechner Architekten, Henn, Atelier Thomas Pucher e Querkraft architekten.

L’edificio residenziale, concepito dallo studio MC A, è scomposto in volumi che ad ogni piano sembrano slittare uno sopra l’altro, creando aggetti e rientranze. L’immagine che ne deriva non è casuale: i solai, con la loro forma e i loro aggetti, favoriscono, a seconda delle necessità, l’accesso della radiazione solare negli interni e la protezione dall’irraggiamento e dal vento. Dal punto di vista della strategia energetica, le due torri sono già performanti per forma, ma questa è una costante nel lavoro dello studio MC A. L’edificio residenziale è concepito come un’estensione dell’intorno.

 «L’idea – racconta Cucinellaè quella di una piccola città verticale, una piccola città giardino che dal Prater sale e finisce dentro la torre residenziale». La torre è punteggiata infatti da giardini di inverno ad altezza singola, doppia, o tripla, posizionati a diverse quote e pensati come spazi collettivi della città verticale. «La sfida era quella di rendere accattivanti questi spazi, immaginandoli come luoghi dove poter trovare, anche a diverse altezze, spazi condivisi, soprattutto verdi, che potessero arricchire il valore e la qualità degli alloggi interni», racconta Giulio Desiderio, senior architect dello studio MC A e coordinatore del progetto di Vienna. «Non si tratta di residenze di lusso, quelle le facciamo fare ad altri», precisa Cucinella, «ma di case per il ceto medio, all’interno di un quartiere in cui si punta ad altissimi livelli di qualità di vita».

La torre per uffici e hotel è più «semplice e pragmatica», afferma Cucinella. È caratterizzata da una geometria organica, la cui verticalità è rafforzata dalla successione di lame frangisole. La torre è a pianta ellittica, una forma pensata per assecondare la direzione dei venti dominanti in modo da non produrre turbolenze che possano compromettere la vivibilità degli spazi a terra. Anche la torre per uffici e hotel è dotata di serre abitabili. Queste vanno a dividere verticalmente un grande cavedio posto a sud, che garantisce la necessaria ventilazione degli interni. Alla base delle due torri una successione di piani orizzontali va a costruire lo spazio pubblico caratterizzato da piazze in quota. Viene a crearsi una sorta di podio su tre piani, che funziona da «mediatore tra la verticalità delle torri e l’orizzontalità del parco», spiega ancora Mario Cucinella. Per la parte basamentale, in base anche alle esigenze espresse dalla committenza, lo studio bolognese ha previsto «funzioni aperte e quindi un asilo, un’area fitness, un piccolo centro commerciale, spazi multifunzionali e le due lobby che conducono da una parte all’hotel e agli uffici e dall’altra alle residenze», aggiunge Giulio Desiderio. «È un’area – continua – con prerogative di “mixed use”, che aggiunge ricchezza e qualità agli spazi».

Nel progetto delle torri la risposta ai temi della sostenibilità, dell’efficienza energetica, si trasforma in estetica. Sostenibilità e ricchezza di spazi pubblici sono, inoltre, valori che incrociano le strategie della committenza. Mixité, sostenibilità ambientale e ricchezza di spazi pubblici, sono infatti le qualità su cui Ic Development sta puntando nel dare forma al quartiere.

«Il committente ha unito alla qualità dello spazio pubblico anche la qualità energetica del complesso, quindi ha visto l’operazione in una sua dimensione globale, ed è un ragionamento che non fanno tutti. Ci siamo trovati davanti ad un interlocutore che considera queste cose come un valore anche dal punto di vista del marketing e della comunicazione», spiega Cucinella. «Un’azienda che va a lavorare lì, ci va perché associa un valore a quell’edificio, perché c’è un’attenzione a questi temi (ai temi della sostenibilità e della qualità della vita, ndr). Si tratta di un valore globale: all’euro speso sono associati anche dei valori di natura ambientale, etica, di comfort. I nostri committenti austriaci, che rischiano del capitale, fanno un investimento di profitto, ovviamente, ma sposano dei princìpi perché sanno anche che questi poi vengono percepiti dagli utenti. Seguire una certa direzione fa parte dell’etica aziendale che il mercato riconosce attribuendole un valore», riferisce ancora Cucinella. E, in Italia? In Italia ci sono developer anche capaci e che iniziano a comprendere i temi della qualità del costruire e della sostenibilità, afferma Cucinella, ma «tolta forse Milano che è un po’ alla guida del Paese, si fa fatica a vedere dei masterplan che partano da basi simili a quelle del Viertel Zwei. È la solita storia: le ambizioni sono molte, ma a queste non fanno seguito azioni forti, di committenti forti o comunque di committenti decisi nelle loro azioni». «L’Italia è un Paese in cui ci si riempie la bocca di parole, c’è una letteratura infinita sulla rigenerazione urbana, ma poi le operazioni non partono», conclude Cucinella.

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