Etruscan Galleries at Fondazione Luigi Rovati by Mario Cucinella just flow

Pubblicato
14 Nov 2022

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In Milan, the Etruscan Galleries at the Fondazione Luigi Rovati, designed by architect Mario Cucinella, have opened to the public

Le nuove Gallerie Etrusche della Fondazione Luigi Rovati a Milano propongono un viaggio nello spazio e nel tempo, invitando i visitatori a entrare in un mondo sotterraneo di curve fluide e interni a volta che ricordano l’architettura sotterranea dell’antica civiltà. La nuova destinazione culturale della città italiana, progettata dall’architetto Mario Cucinella, è stata recentemente aperta al pubblico, accogliendo l’esplorazione dei tesori etruschi e non solo: la sua sede, l’importante fondazione milanese, giustappone arte vecchia e nuova in uno spazio ridisegnato su Corso Venezia .

©Duccio Malagamba

Mario Cucinella's Etruscan Galleries at Fondazione Luigi Rovati

Cucinella, che nel 2015 è stato incaricato della ristrutturazione e ristrutturazione dell’ottocentesco Palazzo Bocconi-Rizzoli-Carraro di Milano, è dietro le forme espressive e le sale drammatiche delle Gallerie Etrusche, ma è anche la mente che compone i due piani della Fondazione Luigi Rovati di superficie espositiva fuori terra, oltre alle sue strutture di conservazione, un archivio, una sala studio collegata alla Biblioteca della Fondazione Luigi Rovati di Monza, sale per eventi, una libreria, una caffetteria e un ristorante all’ultimo piano.

©Duccio Malagamba

L’architetto bolognese è una forza consolidata nel lavorare con le condizioni specifiche del sito, fondendo al contempo  architettura sostenibile  e forme accattivanti con effetti drammatici. A tal fine, le gallerie sono costituite da una “caverna” a cupola ellittica e tre circolari. Cucinella si ispirò alle tombe etrusche di Cerveteri (nell’odierno Lazio), utilizzando le loro formazioni cavernose, che erano costruite a forma di cupola scavata nella roccia naturale, e le tradusse nello spazio museale del 21° secolo.

Gli strati orizzontali e le linee che aiutano a creare e definire le curve sono un cenno agli strati di terra sotterranei sovrapposti che si trovano in quei siti e sono realizzati senza soluzione di continuità da un unico tipo di pietra, la pietra serena. Allo stesso tempo, i meccanismi di circolazione dell’aria nascosti dietro la pietra consentono un controllo preciso della temperatura e dell’umidità nelle sale espositive.

©Duccio Malagamba

Il palazzo storico (originariamente composto dall’architetto Filippo Perego nella prima metà del ‘900) era stato precedentemente danneggiato dalla seconda guerra mondiale e necessitava sia di un rifacimento dell’assetto che di restauri edilizi. La commissione iniziale prevedeva anche un ampliamento, ottenuto tramite gli scavi di due livelli fuori terra. L’architetto e il suo team hanno lavorato allo spazio, ma hanno anche creato il progetto espositivo all’interno, basato su una disposizione flessibile di vetrine rettangolari eleganti, eteree. ‘Stiamo lavorando su alcune ipotesi’, dice Cucinella, ‘sempre con l’idea che un museo non sia uno spazio cristallizzato, ma uno spazio aperto e ibrido per la cultura. Milano è una città che sa usare molto bene questo tipo di spazio’.

©Duccio Malagamba

©Duccio Malagamba

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