La nuova Milano prende forma

Pubblicato
10 Sept 2017

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Da Porta Nuova alla Fondazione Prada, le archistar disegnano la città del futuro

Nei prossimi mesi cinque nuovi edifici saranno pronti, e saranno tutti firmati da prestigiosi studi internazionali

I tour organizzati alla scoperta della nuova Milano, numerosi e affollatissimi, presto dovranno aggiornare i loro percorsi: nel giro di qualche mese, infatti, altri cinque edifici firmati da archistar cambieranno il paesaggio urbano. E altri nomi entreranno nel vocabolario milanese dopo quelli di Libeskind, Zaha Hadid e Chipperfield. Non che mancassero edifici degni di una visita – nel Novecento Milano è stata protagonista dell’architettura moderna – , ma i nuovi grattacieli hanno modificato insieme all’orizzonte l’interesse verso una disciplina finora considerata per addetti ai lavori.

I milanesi quando vanno in piazza Gae Aulenti sono fieri della loro città – nota il critico Philippe Daverio – . Questo dimostra che negli ultimi vent’anni c’è stato un cambiamento non solo fisiologico ma anche psicologico di Milano. Quando furono completati i lavori del nuovo Piccolo Teatro, degli Arcimboldi o dell’università Bicocca, le persone reagirono con diffidenza. Oggi, al contrario, le inaugurazioni mettono di buon umore, i cittadini si mettono in coda volentieri per ammirare gli edifici. Finalmente siamo usciti dalla “damnatio memoriae” dell’architettura fascista ed è tornata la voglia di guardare al costruito con curiosità e interesse”. Soprattutto se dietro ci sono importanti nomi internazionali che hanno inserito Milano nel circuito delle capitali da visitare. “I cittadini hanno capito che l’architettura è una disciplina che riguarda la collettività – aggiunge Valeria Bottelli, presidente dell’Ordine degli architetti – . In dieci anni le nostre visite guidate sono salite a quota 50, fra moderno e contemporaneo, e da Expo in poi abbiamo registrato un’impennata di richieste inaspettata”.

Tra le mete più gettonate resta il quartiere Porta Nuova. Qui il mese scorso sono terminati i lavori dell’edificio disegnato da Mario Cucinella dove Manfredi Catella ha trasferito il quartier generale della società immobiliare Coima: due facciate di vetro che guardano il parco e l’Unicredit Pavilion e due quinte di legno che danno l’idea di voler raccogliere lo spazio in contrasto con il paesaggio di giganti tutto intorno. Un effetto contrasto che sarà ancora più evidente quando si aggiungerà proprio accanto la torre UnipolSai, progettata sempre da Cucinella: oggi una voragine nella terra, entro il 2019 un grattacielo di 120 metri.

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