La scuola diventerà un hub: uno spazio flessibile aperto oltre l’orario scolastico

Pubblicato
15 Oct 2020

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Per l’architetto Mario Cucinella i nuovi edifici scolastici devono diventare punti di incontro e aggregazione dove si celebra il rito dell’urbanità

di Elena Papa

Tra i settori che più hanno risentito dell’emergenza sanitaria attuale vi è senza dubbio la scuola. Ora al centro di numerose iniziative nonché di progetti innovativi di professionisti che hanno offerto il proprio contributo per una ripartenza in sicurezza. Ma l’edilizia scolastica era già in sofferenza prima della pandemia, il Covid-19 ha solo messo in evidenza un problema nazionale e accelerato la richiesta di un intervento radicale. Basti pensare che molti edifici scolastici hanno almeno cento anni di vita e che circa il dieci per cento presenta problemi strutturali. Al di là della sicurezza, la situazione va affrontata anche dal punto di vista della qualità dell’istruzione che esige ambienti di apprendimento più consoni all’innovazione didattica.

«La scuola è il primo luogo non domestico che il bambino frequenta — racconta l’architetto Mario Cucinella —. Solo attraverso uno spazio ben progettato possiamo stimolargli emozioni e creatività. Per questo dobbiamo abbandonare lo schema standard della scuola rigida per un altro più flessibile». Se con la pandemia sono in molti a occuparsi di trovare soluzioni agli spazi scolastici, Mario Cucinella lo stava già facendo perché aveva colto che: «Quando una scuola è bella, sostenibile e ben distribuita, riesce a tramettere ai suoi allievi valori come il rispetto per l’ambiente e il territorio».

Già in passato la scuola ha rappresentato un settore di sperimentazione per l’architettura. Che però era convogliata nella realizzazione di edifici scatola con aule minimals industriali da inserire in un catalogo di proposte ripetibili. Fortunatamente l’architettura è tornata a sperimentare lavorando in modo multidisciplinare, proponendo spazi che si legano ai nuovi concetti pedagogici in cui poter ritrovare quei valori fondamento dell’istruzione che la stessa Maria Montessori ricordava avere un ruolo centrale nello sviluppo psico-cognitivo del bambino.

«Il lavoro laboratoriale ed esperienziale è diventato fondamentale nel percorso formativo scolastico. Così abbiamo trasformato il layout convenzionale in un nuovo modello di edificio pensato per restare aperto ben oltre l’orario di lezione. Un luogo dove aule, palestre, mense, biblioteche facciano parte di un complesso a metà tra scuola e centro civico — racconta Cucinella che a Bologna ha appena inaugurato il primo e unico caso sperimentale in Italia di utilizzo di uno spazio fieristico per il ritorno a scuola nel post lockdown, di cui lo studio ha curato l’allestimento temporaneo —. Spazi così ampi si possono trovare solo nelle periferie che diventerebbero delle cittadelle dei ragazzi, punti di incontro dove si celebra il rito dell’urbanità».

«A Montebelluna, in provincia di Treviso, stiamo disegnando un edificio articolato in vari cluster intorno al giardino dove gli alunni crescono a contatto con la natura. Perché la scuola va confezionata su misura per il luogo. E non può essere un modello ripetibile».

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