Lezioni sul tetto tra gli alberi, gli studenti reinventano la scuola

Pubblicato
26 May 2021

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L’esperimento dei ragazzi di Radioinmiaginaria all’istinito Ganassini in zona Rogoredo davanti all’architetto Cucinella

“Quando avevo un’idea innovativa a me dicevano: non si può, non si è mai fatto. E io la facevo lo stesso. Fatelo anche voi”

Mario Cucinella

Tornare a scuola? No. Cioè sì, eccome, perché della Dad non se ne può più. «Ma non solo tornarci: riappropriamocene, facciamola nostra, rendiamola rispettosa dell’ambiente, a emissioni zero, che immagini un mondo diverso da questo».

Vasto programma, come si direbbe, quello degli adolescenti milanesi di Radioimmaginaria, emittente web fondata e gestita da ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. Che ieri l’hanno illustrato in un luogo speciale: “Il bosco intorno“, alberi piantati sui 130 metri quadri del tetto dell’istituto Ganassini, via Boncompagni, Rogoredo, con banchi scolastici su cui per 7 ore si sono seduti anche gli studenti della quinta liceo artistico di Brera e ospiti come l’architetto Mario Cucinella e l’assessora all’Istruzione di Milano Laura Galimberti, oltre che un’esponente di Fridays for Future. Tutti d’accordo nell’appoggiare i ragazzi, anzi nell’esortarli ad agire. «Troppe volte ci hanno detto “non si può fa re” quando abbiamo proposto qualcosa», si lamentano i giovani. E Cucinella: «A me hanno detto sempre così se avevo un’idea innovativa: “Non si può, non si è mai fatto”. E io l’ho fatto lo stesso. Fatelo anche voi».

Galimberti ha insistito sul tema del ritorno fisico in classe: «Abbiamo notato che le scuole possono placare, togliere ansia. Noi gestiamo scuole d’infanzia e asili nido, dove gli educatori hanno trasmesso tranquillità ai bambini e di conseguenza alle famiglie. Quando tornerete fissi a scuola, fatela vostra: ho visto classi fare murales e dipingere cancellate, allestire spazi all’aperto per chiacchierare. Da parte del Comune, l’impegno è sostituire gli edifici scolastici costruiti in fretta negli anni 60 e 70 quando c’era il baby boom, con modi e materiali inadatti. Vogliamo demolirli e rifarli all’insegna dell’efficienza energetica, penso alla primaria di viale Puglia che ha quasi emissioni zero e anzi produce la propria energia con pannelli fotovoltaici».

«Giusto — ha aggiunto Sara Segantin, attivista di Fridays for Future — le scuole nuove vanno costruite sulle vecchie anche per non consumare altro suolo. A Milano ci sono centinaia di luoghi da reinventare».

[…] In più Radioimmaginaria ha lanciato un sito, www.thegreendefender.org, in cui ogni ragazzo può diventare avvocato difensore di specie viventi non in grado di difendersi da sole, dagli insetti alle foche, dai pinguini fino ovviamente agli alberi, le vere star della giornata e non solo per l’allestimento dell’iniziativa, ma anche per lo slogan, “La scuola ha bisogno di ossigeno”. Che sia l’ossigeno vero, prodotto dalle piante trasformando l’anidride carbonica emessa dall’uomo.

E che sia il poter tornare a respirare finalmente un’aria ripulita dal virus, e il poterlo fare a scuola, luogo nella cui aria devono poter circolare — oltre all’ossigeno — solo le idee, magari senza muri, anche fisici.

Per riassumere coi 4 punti finali scanditi da Radioimmaginaria:

  • Rinnovare la scuola da dentro proponendo le nostre idee.
  • Creare gruppi fissi attenti all’ambiente che ragionino su come rendere sostenibile e stimolante la scuola
  • Informarsi sui progetti di trasformazione della scuola
  • Impegnarci per rendere le nostre azioni nel modo più ecosostenibile possibile

Un buon programma anche per gli adulti, in realtà. Ma se lo realizzeranno i ragazzi, tanto meglio.

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