Mario Cucinella Reinvents Roma Tre University with New Administrative Headquarters

Pubblicato
03 Nov 2022

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Il bolognese Mario Cucinella Architects (MCA) ha recentemente terminato la nuova sede amministrativa, nota come Rettorato, dell’Università Roma Tre. L’edificio ospita spazi per diverse funzioni universitarie: l’Aula Magna (o aula magna), la “piazzatelematica” (il principale centro informatico di Roma Tre), gli uffici e altre aree dedicate del Rettorato. In linea con i progetti di costruzione delle  università di tutto il mondo , che affrontano nuove sfide per rappresentare, brandizzare e aggiornare il ruolo in continua evoluzione dell’istruzione superiore, l’architettura incarna una visione innovativa della sinergia tra tecnologia a supporto della sostenibilità, natura e (grazie ai nuovi spazi pubblici che sono parte intrinseca del progetto) ha potenziato la vita sociale.

La composizione di MCA – tre alti cilindri su una piazza pubblica coperta e una aperta, collegata a due livelli aggiuntivi contenenti aule e riunioni riunioni – è volutamente frammentata per “rimuovere il carattere istituzionale”, secondo Cucinella, a favor di un’idea più aperta e accessibile di istruzione. Il progetto si inserisce nel più ampio programma di riqualificazione urbanistica dell’area Ostiense-Marconi-Garbatella, a sud di Roma, dove l’università intende assolvere al duplice ruolo di rendere accessibile l’istruzione superiore e di generare incontri urbani sociali e spaziali.

I tre volumi principali, che si ergono come punti di riferimento nel quartiere, richiamano le forme dei grandi gasometri che sorgevano nei pressi del sito, come a memoria della sua identità un tempo industriale. Qui, però, la pianta circolare di quelle bombole è compressa dolcemente in forma ellittica dallo spazio pubblico, che assume una dimensione propria di polmone del tessuto urbano del progetto. Le tre torri curve, sul lato nord del sito, disposte in una linea irregolare, sembrano muoversi leggermente, ruotare e osare l’impressione di movimento, mentre fori di forme organiche perforano un baldacchino che si estende a sud.L’aspetto più intrigante del progetto risiede senza dubbio in questa sinergia tra costruito e non costruito, privato e pubblico, e nella continuità formale di sinuose impronte estruse e svuotate.

@Moreno Maggi

Tre volumi ellittici si ergono come landmark nel quartiere (in contralto) sopra uno spazio pubblico coperto (in contralto)

Il progetto si colloca tra un’area più residenziale a ovest e una più commerciale a est. Verso ovest, un parcheggio è trasformato nello spazio pubblico, un punto di raccolta alle porte del nuovo complesso universitario. Per adattarsi alla sensibilità contemporanea di un’istituzione educativa aperta, la punta occidentale dei punti di sospensione è uno spazio trasparente. I passanti per strada possono partecipare visivamente agli eventi ospitati all’interno degli edifici universitari, come conferenze, mostre e incontri.

L’idea principale era quella di progettare “un edificio che parlasse alla città”, dice Cucinella. “L’università si apre alla strada piuttosto che chiudersi. Mi è sembrato un messaggio molto carino, in linea con i tempi; è una migliore rappresentazione dello spirito, che non è più custode di qualcosa dentro, ma è qualcosa di aperto”.

La passeggiata dall’esterno dei confini dell’università all’interno della piazza pubblica, dove le fioriere biomorfe hanno ampi bordi che possono essere utilizzate come sedute e le loro piante, compresi gli alberi, consentono di filtrare le viste delle facciate in vetro attraverso le foglie.

Sopra la piazza si trova un’enorme terrazza ringhiera curva, accessibile direttamente dall’Aula Magna e dagli uffici. In futuro, questo spazio aperto di livello superiore ospiterà eventi e attività sia per l’università che per i residenti del quartiere, offrendo una nuova prospettiva a chi vive nella zona. La terrazza ha un’apertura a forma di cellula che fornisce luce e aria agli alberi nella piazza sottostante. La ringhiera che li circonda è costituita da eleganti strisce lineari di acciaio bianco che si estendono abilmente verso lo spazio pubblico sottostante, in modo che, come gli alberi, vibrino dolcemente al vento.

Questa linearità è ribadita negli edifici. Le facciate curve sono scandite da brises-soleil verticali, colorati in diverse tonalità di verde, che filtrano il sole e riducono l’assorbimento di calore. Oltre alle proprietà di risparmio energetico di questi brises-soleil, la loro tonalità verde brillante rende gli edifici visibili a distanza, sprazzi di colore contro i neutri del contesto urbano.

Come in tutti i progetti di MCA, la sostenibilità è stata una priorità chiave per il nuovo Rettorato. La riduzione al minimo del consumo energetico è stata ottenuta sia attraverso la tecnologia che il design generale degli edifici.

Cucinella crede nell’utilizzo della tecnologia solo moderatamente per raggiungere obiettivi di sostenibilità; non è, dice, “la soluzione del problema. La soluzione è l’architettura, la forma. L’architettura può dare una risposta che mitiga, e poi la tecnologia aiuta a migliorarla”. Mentre i brises-soleil, i pannelli solari e il vetro basso emissivo, tra gli altri dispositivi sostenibili, aiutano sicuramente, l’edificio stesso è modellato per ridurre al minimo il consumo di energia, sviluppato secondo i principi del design passivo per ottimizzare il comfort interno ed esterno.

La pianta ellittica è tagliata con terrazzi e aggetti a sud, che fungono da tamponi termici tra gli spazi condizionati e l’aria esterna, per modulare l’assorbimento solare, aumentare la ventilazione naturale e ridurre la domanda di raffrescamento. La stessa forma ellittica consente una riduzione dell’abbagliamento e del surriscaldamento estivo sulle facciate est e ovest. Le piante rampicanti sulla facciata sud, attualmente sottosviluppata in parte a causa della recente grave siccità, finiranno per coprire le strisce di verde metallico con vegetazione naturale.

Con il suo progetto Roma Tre, Mario Cucinella dimostra che la sostenibilità energetica può essere integrata in un’agenda sociale più per la città. Questo progetto per l’amichevolezza e l’apertura urbana rende compatibile un ripensamento del ruolo dell’istruzione e della qualità della vita e porta natura e architettura in un equilibrio cruciale, soprattutto in questo momento di crisi sociale, economica e ambientale.

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