Design With Nature

For new materials. For a new habitat. For a better city.

Va in scena il Futuro dell’abitare

Etica, circolarità, spazio domestico, architettura partecipata, rigenerazione urbana: tante sono le riflessioni da cui nasce “Design with Nature”, un percorso progettuale ed emozionale all’insegna del riciclo e dell’upcycling, che si inserisce nel dibattito sul valore dell’abitare sostenibile.

“Design with Nature” ragiona sui temi dell’economia circolare e del riuso, partendo dall’idea che la città è la possibile “riserva” del futuro, dove trovare gran parte delle materie prime utili alla costruzione.
È possibile immaginare un altro modo di costruire e realizzare prodotti in complicità con la natura, senza continuare a consumare materie prime ma attivando percorsi ecologici virtuosi.
La transizione ecologica, la casa come primo tassello urbano e la città come miniera sono i tre temi di cui si fa portatrice l’installazione attraverso una grande superficie che diventa paesaggio, ma anche spazio per dialogare, rifugio per condividere, leggere, riflettere, lavorare.

©Giovanni De Sandre

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Due grandi tavoli, 68X22m su 1.400 mq, raccontano i materiali della transizione ecologica e della città e rappresentano uno spazio intorno al quale riunirsi, perché, dopo gli eventi degli ultimi anni, abbiamo riscoperto il valore della socialità e la necessità di ritrovare un nuovo equilibrio con ciò che ci circonda in termini di spazio e di risorse a disposizione, una nuova, fondamentale amicizia con la natura.
Così come tutto ciò che fa parte della natura si trasforma, ha più funzioni e più vite, ugualmente accade per le parti che compongono “Design with Nature”: un puzzle di forme e funzioni che, terminato il Salone del Mobile, potranno vivere nuova vita e avranno nuove destinazioni – una piccola biblioteca per una scuola, un’aula didattica, una seduta per uno spazio pubblico, un tavolo per un laboratorio e tanto altro.

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I materiali di questo allestimento derivano da filiere naturali – a dimostrazione che la transizione ecologica è già in atto e che le aziende possono essere protagoniste di questo cambiamento – o da scarti trasformati e riusati. Di questi ultimi le città sono ricche, vere e proprie riserve di risorse e di materiali recuperabili attraverso processi circolari.

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Materie

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Il progetto mostra, allora, come gli scarti vegetali, animali e quelli generati dall’essere umano – agricolo, industriale e urbano che sia – vengano, già oggi, trasformati in “altro”, in nuove materie prime che danno una seconda e terza vita al materiale generato. Si passa così dalle bottigliette di plastica, dagli sfridi di lavorazione di calzature e arredi, dalle tende da sole alla creazione di nuovi tessuti per il mondo della moda e del tessile; dal caffè ai pannelli fonoassorbenti; dalla buccia della frutta alla pelle di natura vegetale; dal micelio ai pannelli isolanti – solo per citare alcuni esempi di nuovi materiali in esposizione.

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