Milano Design Week, Mario Cucinella al «Corriere»: «Dalle cassette della frutta una città di grattacieli miniera di sostenibilità»

Pubblicato
16.4.24
Lettura
2 min
4 min

L’architetto firma l’installazione di Solferino 28, presentata da Corriere della Sera, Living e Abitare nel cortile della sede del quotidiano

Ascolta l’articolo

6 min

Milano Design Week, Mario Cucinella al «Corriere»: «Dalle cassette della frutta una città di grattacieli miniera di sostenibilità» (spreaker.com)

Grattacieli sostenibili nel cuore del Corriere della Sera, nel suo cortile, incastonato tra gli edifici disegnati, a distanza di un secolo, da Luca Beltrami e Vittorio Gregotti. Parliamo di grattacieli, ma per una volta non sono quelli che circondano il Brera Design District e via Solferino, la via del quotidiano, al numero 28: un numero che conoscono tutti. Perché «Solferino 28» è un marchio, per tutto ciò che ruota intorno al mondo del Corriere. E quest’anno, come lo scorso, in occasione della Design Week, ritorna «Solferino 28» (rappresentato dal quotidiano, certo, ma anche dai magazine di architettura e design, Abitare e Living) con la riapertura alla città — tra visite guidate e incontri — della storica Casa del Corriere. Impreziosita dall’installazione firmata dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects, che ha pensato a una nuova città, progettata con le cassette della frutta poste una sopra l’altra (eccoli i grattacieli) e private per un breve periodo di tempo della loro funzione originaria.

Cucinella e la foresta di torri luminose

«È un progetto legato alla sostenibilità, un tema molto caro e presente nell’agenda del Corriere. Mi sembrava il tema giusto per la Design Week, una occasione per vedere molte cose belle, ma dove si raccontano anche gli scenari futuri in tema di sostenibilità e ambiente», spiega Mario Cucinella, parlando di «Città miniera: Design, Dismantle, Disseminate», nome dell’installazione (visitabile, fino al 21 aprile, da via Solferino 26: dalle 11 alle 23, e domenica dalle 10 alle 18) nella quale incontriamo una foresta di torri luminose: «Grattacieli, alti una quindicina di metri, dai quali è impossibile prescindere in quanto dovremo costruire sempre più in alto per risparmiare suolo», osserva Cucinella.

Demolire e trasformare

Ed eccoci in un dedalo all’interno del quale troviamo tabelloni luminosi sui quali sono descritti i temi della società del futuro, attraverso il riciclo dei materiali: dalla città materiale e immateriale alla micro-mobilità condivisa e intelligente, dal legno urbano all’edilizia leggera alle «vegetazioni di città». «È una città che racconta sé stessa attraverso i materiali: oggi, si tende molto a demolire per poi ricostruire, ma questa installazione può diventare un ottimo spunto per riflettere sulla percezione del demolire, che altro non è se non trasformare», spiega il progettista, il quale ha una sua idea ben precisa sul riutilizzo dei materiali, da scoprire nella Città Miniera, ma che nasce più di mille anni fa: «Pensiamo alla Basilica di San Marco, costruita con materiali prelevati a Costantinopoli e portati in Laguna: potremmo definirlo il primo esempio di riciclo architettonico».

Il riutilizzo delle cassette

Ecco le cassette dell’ortofrutta, realizzate con legni non pregiati e che, quando la Città Miniera sarà smantellata, alcune verranno rese compatibili per il recupero e il riutilizzo della legna dalla Ecosan di Seregno e altre, grazie alla collaborazione con Casa dell’Agricoltura, saranno consegnate alle aziende Martino Rossi e Compagnie del Lago pronte a recuperare nelle rispettive attività produttive quel Modulo povero. Aggiunge Cucinella: «Un modulo povero utilizzato per comporre uno spazio urbano pensato come un ecosistema che, decostruendosi, si trasforma a partire dalla sua stessa materia come avviene in natura. Un’idea di circolarità declinata all’architettura in cui il processo creativo diventa centrale».

I partner

Anche grazie ai partner: da Koelliker ad Acrobatica, da Fantoni a MV Line; oltre ai contributi di A2A e Biorepack e al supporto tecnico di Artemide. De’ Longhi, Gritti Fragrances, Kartell, Marvis, Vimar e Gardenia con il vivaio Central Park. Ma ci sono anche Villa Antinori e Calafuria (da giovedì a sabato, «Solferino 28» si animerà con i loro aperitivi), Banco BPM e Generali. Si ringrazia inoltre BNP Paribas Real Estate, Kryalos SGR, Loro Piana, We Work e CDP. Sono tanti i nomi convolti in un progetto della durata di una settimana e sostenibile: parola chiave della seconda edizione di «Solferino 28». Dove ritorneranno le visite guidate nel palazzo in stile liberty del Corriere della Sera, per incontrare le grandi firme del quotidiano e scoprire il cuore del giornale: dalla Sala Albertini alle redazioni, dallo scalone d’onore alle antiche macchine tipografiche (ingresso gratuito, basta prenotarsi su: Solferino28design@rcs.it).

I talk del Corriere

Ingresso libero anche per i due talk del Corriere, in sala Buzzati (da via Balzan 3).

Il primo è l’evento di «Cook», il mensile di Cucina del Corriere, dal tiolo, «Cucina, la nuova stanza del potere»: alle 17.30 di giovedì 18, Angela Frenda, giornalista del Corriere e responsabile di «Cook», incontrerà Donna Hay, tra i personaggi di maggior successo del panorama internazionale dell’editoria gastronomica, in un contesto scenografico creato da Rana e Antonio Marras.

Il secondo incontro, curato da Corriere della Sera, Living e Abitare, sarà sabato 20, dalle 18, sul tema, «Gli scarti e la rigenerazione urbana». Mario Cucinella, intervistato da Alessandro Cannavò, giornalista del Corriere e responsabile del dorso Design, racconterà la sua installazione proiettata nel futuro: «Una sorta di leggeremo domani», aggiunge l’architetto, pronto a confrontarsi con Claudia Brunori, ricercatrice dipartimento di circolarità e sostenibilità di Enea, Maria Cristina Lavagnolo, docente di ingegneria ambientale e della salute presso l’Università di Padova, e Ingrid Paoletti, professoressa di tecnologia dell’architettura al Politecnico di Milano.