Come l’edilizia scolastica sta cambiando il volto dei territori in tutta Italia

Published
June 17, 2024
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Studenti al centro, ma anche maggiore attenzione verso i territori di inserimento: nonostante la cronica complessità della burocrazia, l’edilizia scolastica italiana prova a fare un passo in avanti. E tanti studi di architettura sono in prima linea per rendere le scuole il cardine delle comunità

Il prossimo settembre oltre 40 alunni varcheranno la soglia della Scuola dei Desideri Mario Silvestri, nel cuore del Parco della Maiella. L’anno scolastico 2024/2025 sarà infatti il primo di operatività per il nuovo istituto comprensivo (scuola primaria e secondaria di primo grado) e centro civico di Pacentro (L’Aquila), inaugurato lo scorso 31 maggio. Realizzato con un milione e 700 mila euro (dai fondi post sisma del Piano “Scuole d’Abruzzo – Il Futuro in sicurezza”), l’edificio è l’esito di un intervento di sostituzione edilizia (con delocalizzazione della scuola elementare e media di Pacentro) e, soprattutto, di un percorso di progettazione partecipata che, a partire dal 2015, ha visto la comunità locale collaborare con le associazioni Viviamolaq, ActionAid e INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) e gli studi MCA – Mario Cucinella Architects e LAP architettura. “Ci teniamo al nostro paese, ed è bello dire la nostra sulla scuola”; “È importante partecipare, perché ne vale di tutta la comunità. È per il paese, per i figli, per noi, per tutti”, raccontavano nel 2019 le persone coinvolte nell’iniziativa, incoraggiate a manifestare speranze e auspici sulla nuova struttura.

Ricostruire le scuole e rinsaldare le comunità: il post-sisma a Pacentro

Ferita dal terremoto che sul finire del decennio scorso ha sfregiato l’Abruzzo e non estranea al fenomeno dello spopolamento, quella di Pacentro si è rivelata essere una comunità desiderosa, soprattutto, di certezze. “L’esigenza di avere un luogo che fosse il più sicuro possibile è stata l’urgenza automatica per la nostra amministrazione. Per questo abbiamo fortemente voluto una nuova scuola”, ha spiegato il sindaco Guido Angelilli alla presentazione del nuovo polo scolastico, che non risponderà solo a finalità didattiche. In linea con una tendenza progressivamente in ascesa anche alle nostre latitudini, la Scuola dei Desideri proverà infatti a mettersi a servizio dell’intera vita cittadina. A divenire, in altre parole, il “rifugio comune” in cui ritrovarsi per maturare esperienze collettive e costruire memorie intergenerazionali. Evocando il Munari de “la prima cosa che disegna un bambino assomiglia ad un cerchio”, l’edificio dispone di un’impostazione planimetrica circolare che identifica nella luminosa e versatile agorà centrale di 15 metri il proprio fulcro. In quasi 800mq sono state realizzate otto aule (cinque per la scuola primaria; tre per la secondaria di primo grado), potenzialmente in grado di ospitare un centinaio di studenti. Grandi pareti curve, trasparenti e scorrevoli, contraddistinguono gli interni, accomunati da generosi affacci sull’Appenino. Una scelta compositiva coerente con il learning landscape, teoria che assegna anche al paesaggio il ruolo di educatore, per la sua influenza sulla sfera cognitiva, sociale e affettiva. Contribuisce poi ad attutire l’impatto delle radiazioni solari estive il tetto-giardino, mentre i lucernari vogliono evocare l’immagine del cielo stellato. Lo stesso verso il quale, a Pacentro come ovunque, si indirizzano preghiere e desideri.

LAP architettura e le sei “scuole consapevoli” per il futuro dell’Abruzzo

Alla Scuola dei Desideri hanno lavorato insieme gli studi MCA – Mario Cucinella Architects e LAP architettura, per il quale l’approccio seguito a Pacentro si è trasformato in un preciso modus operandi. “La Scuola dei Desideri Mario Silvestri è l’esempio di come un progetto che coinvolge bambini, genitori, docenti e – più in generale – la comunità si plasmi autonomamente dalle loro idee, dalle loro speranze. Per noi è stata una scuola in senso lato, dove abbiamo appreso e applicato i principi della progettazione partecipata e sostenibile”, ha commentato l’architetto Daniel Caramanico, cofondatore dello studio attualmente impegnato, sempre in Abruzzo e sul fronte dell’edilizia scolastica, in sei progetti in parallelo. Tratto distintivo della visione di Caramanico e dei colleghi Federico Sorgi e Simone Esposito, autori anche di interventi di riqualificazione e ricostruzione nelle aree interne, è lo sforzo di concepire scuole che siano tanto il riflesso della nostra epoca – per tecnologie, materiali e strategie adottate in ottica sostenibile –, quanto l’espressione delle radici e dello spirito dei territori. Da Rosello a Fossacesia fino ad Altino, tre piccoli centri della provincia di Chieti, da Fontecchio e San Pio delle Camere, nell’aquilano, per arrivare a Mosciano (Teramo), LAP architettura prova a intercettare il filo della memoria locale. Disegna volumi rassicuranti e accoglienti, usa materiali durevoli e di alta qualità, ricorre a sistemi che, privilegiando la flessibilità, assicurano l’adattabilità funzionale dell’immobile pubblico.

©Walter Vecchio