Scuola dei desideri Mario Silvestri - Pacentro

Published
June 13, 2024
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©Walter Vecchio

Il contesto

Il progetto della Scuola dei Desideri Mario Silvestri, fortemente voluto dai cittadini pacentrani, nasce dalla volontà di offrire alla comunità locale, dopo il terremoto che ha colpito l’Abruzzo nell’aprile del 2009, un nuovo edificio sicuro, sostenibile e innovativo, che rappresenti non solo un punto di riferimento per i giovani studenti ma che assuma anche la funzione di centro civico da “vivere” per l’intera collettività. L’area dell’intervento si colloca nel piccolo comune di Pacentro, uno dei borghi più belli d’Italia, in provincia dell’Aquila. Una zona collinare del Parco Nazionale della Maiella, Geoparco UNESCO, interessata a partire dagli anni ’60 da un progressivo spopolamento che ha ridotto considerevolmente il numero di bambini in età scolare. In tale contesto e dopo i danni subiti dal sisma, la nuova scuola diviene occasione per rilanciare questo piccolo centro, attirando gli studenti dei comuni limitrofi e recuperando uno spirito identitario territoriale. L’edificio,che sarà sede di un istituto comprensivo, è pensato per accogliere otto classi, cinque destinate alla primaria e tre alla secondaria di primo grado, per un totale di circa cento studenti.

Un progetto partecipato

La Scuola dei Desideri Mario Silvestri è il primo complesso scolastico realizzato con i fondi stanziati post sisma dal piano “Scuola d’Abruzzo – Il Futuro in Sicurezza” ed è l’esito di un percorso di progettazione partecipata che è partito nell’agosto 2015 e si è concluso nel dicembre dello stesso anno.

Un’architettura dicomunità che ha visto il coinvolgimento degli studi MCA - Mario Cucinella Architects e LAP architettura, con la partecipazione delle associazioni Viviamolaq, ActionAid e INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione,Innovazione e Ricerca Educativa), di oltre 60 studenti, di 20 tra docenti e personale scolastico e più di 140 cittadini. Prendendo parte a questo percorso, ciascuno ha potuto condividere bisogni e aspirazioni, evidenziare i punti di forza e le criticità dell’attuale sistema scuola, dando così il proprio contributo nel delineare le caratteristiche della “Scuola dei Desideri”. Una scuola che i più piccoli in una lettera inviata a Mario Cucinella hanno descritto con queste parole: “la nostra scuola la vogliamo colorata, come le nostre emozioni”.

Il concept

Cardine del progetto è il superamento di un modello di concezione degli edifici scolastici legato esclusivamente al rispetto di parametri normativi: una nuova visione della scuola, in linea con la teoria del learning landscape, secondo cui lo spazio viene considerato esso stesso educatore, dal momento che influenza la sfera cognitiva, sociale e affettiva di ogni studente. La scuola viene concepita come luogo di incontro, di condivisione e scambio di idee ma anche come spazio di eccellenza e veicolo di una cultura del cambiamento.L’organismo architettonico, con una struttura portante in cemento armato e acciaio, è stato progettato con base circolare per richiamare la forma primitiva per eccellenza del cerchio; come dice Bruno Munari, infatti, “La prima cosa che disegna un bambino assomiglia ad un cerchio”.

Gli spazi

Il cuore della Scuola dei Desideri Mario Silvestri è una grande piazza coperta di 15 metri, colorata, luminosa e adattabile ai diversi utilizzidella vita scolastica e cittadina, cheè capace di accogliere e proteggere non facendo distinzioni sociali e mettendo ciascuno in continua relazione con gli altri e con l’ambiente circostante. L’agorà centrale è il luogo della condivisione e ospita un sistema di sedute a gradoni con libreria sulla parete posteriore, progettato dagli studi MCA e LAP architettura per creare una biblioteca diffusa. Attorno alla piazza si articolano tutti gli ambienti della scuola: grandi pareti curve e trasparenti definiscono delle “bolle” che ospitano le classi, gli uffici e gli spazi per la didattica e l’apprendimento, svincolati dal tradizionale concetto di aula, come gli atelier per approfondire le esperienze pratiche di laboratorio.Tutti gli spazi didattici, delimitati da pareti scorrevoli, sono ampiamente flessibili e rimodulabili sulla base delle esigenze quotidiane della vita scolastica. La pavimentazione è in resina e assume i toni del giallo caldo in corrispondenza della piazza e quelli del grigio chiaro negli altri ambienti della scuola.  

Il nuovo polo scolastico è dotato, inoltre, di una mensa progettata a vista e delimitata da vetrate per essere un atelier del cibo, così da promuovere l’apprendimento e diffondere una cultura gastronomica tra i giovani studenti.

La copertura

La copertura è l’elemento distintivo della Scuola dei Desideri Mario Silvestri: un tetto giardino discoidale ricoperto da vegetazione, tra cui il Sedum, resistente agli stress biotici e abiotici. Progettata secondo i principi del design bioclimatico, la copertura presenta uno sbalzo di 6 metri a sud che la rende capace di schermare le radiazioni forti estive e di far penetrare quelle utili al riscaldamento interno durante il periodo invernale. I numerosi lucernari presenti, inoltre, sono pensati per richiamare l’idea del “cielo stellato” e rispondere al desiderio espresso dai bambini di Pacentro di poter vedere la volta celeste dall’interno della loro scuola.

Il dialogo con l’esterno

L’edificio si sviluppa in armonia e in dialogo con l’ambiente circostante e risulta parzialmente nascosto dal terreno grazie a una “duna” artificiale che circonda l’edificio come un anello, lo ripara dal vento e lo svela gradualmente alla vista di chi si avvicina lungo il percorso di accesso.

Forte è la commistione tra gli spazi interni ed esterni che sono stati concepiti insieme, in continuità: la natura entra nella piazza e guida lo sguardo, gli alberi filtrano la luce e, cambiando colore e toni, definiscono lo scorrere delle stagioni. A fare da filtro con il paesaggio appenninico, una parete vetrata continua in vetro extraclear, il cui ritmo è scandito dall’intelaiatura degli infissi a vista che ripropongono la trama di un bosco di montagna. Le porte finestre vetrate consentono l’accesso diretto al giardino esterno e facilitano lo svolgimento di attività didattiche all’aperto.

©Walter Vecchio